Un gioiello archeologico nascosto sotto il barocco di via Crociferi torna alla luce, nuova tappa del percorso di riappropriazione della memoria storica della città
Catania, 13 febbraio 2026 — È con orgoglio e soddisfazione che la città di Catania inaugura oggi il Portico dell’Atleta, un sito archeologico di eccezionale valore che restituisce ai cittadini e ai visitatori un tassello fondamentale della storia millenaria di questa terra. Un traguardo che si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio culturale catanese, rendendo finalmente fruibile un tesoro rimasto nascosto per troppi anni sotto la maestosa facciata barocca di via Crociferi.
Un patrimonio che ritorna alla città
Il Portico dell’Atleta non è solo un nuovo sito archeologico: è una sezione verticale della storia urbana di Catania. Dalle frequentazioni preistoriche alla monumentalizzazione romana, dal Medioevo al Settecento, questo luogo racconta venticinque secoli di vita continua. Il ritrovamento del torso marmoreo che ha dato il nome al complesso — un edificio pubblico di epoca imperiale con raffinati mosaici policromi — rappresenta uno degli elementi più emblematici di un palinsesto archeologico che la città sta finalmente imparando a leggere e a valorizzare.
Per decenni questo patrimonio è rimasto confinato negli annali degli specialisti. Oggi, grazie a un cantiere di restauro “open” e a un percorso di visita accessibile, il Portico dell’Atleta si aggiunge alle tappe fondamentali del circuito turistico-culturale catanese, offrendo a residenti e viaggiatori l’opportunità di immergersi nelle profondità storiche di una città che ha molto più da raccontare oltre la sua splendida facciata barocca.
Questa restituzione alla collettività non sarebbe stata possibile senza il lavoro appassionato e competente del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, guidato dal Direttore Giuseppe D’Urso, figlio di questa città in quanto nato a Catania , D’Urso vanta una solida formazione professionale maturata nel settore della pubblica amministrazione e della tutela dei beni culturali. La sua nomina a direttore del Parco ha segnato una svolta nella gestione del patrimonio archeologico etneo, caratterizzata da un approccio innovativo che integra ricerca scientifica, valorizzazione territoriale e apertura al pubblico.
Sotto la sua guida, il Parco ha avviato progetti ambiziosi che hanno trasformato siti archeologici da “patrimoni invisibili” a luoghi vivi di cultura e confronto. D’Urso ha saputo costruire ponti tra istituzioni, università e centri di ricerca — come testimonia la collaborazione con l’Università di Catania e il CNR per il progetto PNRR Changes — dimostrando che la tutela del patrimonio culturale può e deve essere motore di sviluppo sociale ed economico per il territorio.
Un modello di gestione sostenibile
L’inaugurazione di oggi rappresenta anche l’avvio di un laboratorio culturale dove archeologia, tecnologie digitali e narrazione multimediale si fondono per offrire un’esperienza di visita coinvolgente. La ricostruzione virtuale del sito, curata dal team di esperti, permette di visualizzare l’aspetto originario del portico romano, mentre il cantiere aperto offre l’opportunità unica di assistere ai lavori di restauro in corso.
Questo approccio innovativo risponde a una domanda cruciale: come rendere accessibile la complessità del patrimonio archeologico senza snaturarne il valore scientifico?
La risposta sta nel lavoro di squadra di un team multidisciplinare che ha saputo costruire un racconto “scientificamente fondato ma accessibile a pubblici differenti”, come ha sottolineato la ricercatrice durante la presentazione.
L’apertura del Portico dell’Atleta si inserisce in un percorso più ampio di riscoperta dell’identità storica di Catania. Via Crociferi, giustamente celebre per il suo patrimonio barocco UNESCO, rivela oggi un volto nascosto: quello di una città romana monumentale, di un asse viario lastricato che collegava l’anfiteatro al teatro, di spazi pubblici decorati con raffinati mosaici.
Per il circuito turistico catanese, questo nuovo sito rappresenta un’opportunità di arricchimento dell’offerta culturale, capace di attrarre visitatori interessati a esplorare le radici antiche di una città che ha saputo stratificare nella stessa area venticinque secoli di storia continua.
Il successo di oggi è il frutto di un impegno condiviso: della Regione Siciliana che ha investito risorse significative attraverso il progetto PNRR Changes, dell’Università di Catania e del CNR che hanno messo a disposizione competenze scientifiche di eccellenza, e soprattutto di un Direttore — Giuseppe D’Urso — che ha saputo trasformare la gestione del patrimonio culturale in una missione di servizio per la comunità.
Catania continua così il suo percorso di riappropriazione consapevole della memoria storica, dimostrando che il passato non è un peso da conservare, ma una risorsa da valorizzare per costruire un futuro più radicato e consapevole della propria identità.
Il Portico dell’Atleta è visitabile presso la Chiesa di San Francesco Borgia, in via Crociferi. Per informazioni: Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci.








