Sabato 21 febbraio 2026, il M.A.FRA. ha aperto le porte del passato ai più giovani con laboratori didattici e visite guidate all’area archeologica.
Un racconto di chi c’era
FRANCAVILLA DI SICILIA — “Metterci dentro le mani”. È stato questo il motto che ha animato questa mattina il Museo Archeologico di Francavilla di Sicilia (M.A.FRA.), dove archeologi, ricercatori e cittadini si sono incontrati per una giornata dedicata alla scoperta del passato antico. Un appuntamento che ha trasformato l’archeologia da disciplina da museo a esperienza tangibile, capace di avvicinare le nuove generazioni alla complessità e alla bellezza delle campagne di scavo.
Il “mestiere dell’archeologo” per i piccoli esploratori
A partire dalle 10:30, il M.A.FRA. ha proposto un laboratorio didattico intitolato “Il mestiere dell’archeologo”, pensato appositamente per bambini e ragazzi dai 7 agli 11 anni. Attraverso uno scavo simulato, i piccoli partecipanti hanno potuto calarsi nei panni dei ricercatori, imparando a maneggiare gli strumenti del mestiere e comprendendo l’importanza metodologica di ogni singolo gesto. Non si è trattato di semplice “gioco con la sabbia”, ma di un percorso educativo strutturato che ha insegnato ai più giovani il valore della pazienza, dell’osservazione e del rispetto per il patrimonio culturale.
L’attività, a numero chiuso e su prenotazione, ha rappresentato un investimento fondamentale nella formazione delle coscienze storiche di domani. In un’epoca in cui il digitale rischia di allontanare i giovani dalla concretezza del reale, toccare con mano la terra, scoprire un frammento ceramico, ricostruire un contesto archeologico è diventato un atto di resistenza culturale e di connessione profonda con le radici del territorio. I bambini presenti hanno mostrato un entusiasmo contagioso, e noi osservatori non potevamo che essere compiaciuti nel vedere quei volti concentrati mentre setacciavano la terra con le palette, alla ricerca di “reperti” nascosti.
“Tutti sullo scavo!”: l’archeologia come bene comune
Alle 12:00, l’appuntamento si è spostato nell’area archeologica con “Tutti sullo scavo!”, un incontro aperto alla cittadinanza. Qui il pubblico ha potuto assistere alle attività di ricerca in corso, comprendendo come le indagini sul campo siano il cuore pulsante della conoscenza storica. È stata l’occasione per togliere l’archeologia dalla vetrina e mostrarla “in azione”, nel suo contesto originario, dove ogni strato di terra racconta una storia e ogni reperto è un tassello di un puzzle millenario.
Questo approccio “aperto” ha risposto a una esigenza sempre più sentita nel mondo della ricerca archeologica: rendere fruibile e comprensibile il lavoro scientifico, abbattendo le barriere tra accademia e società civile. La partecipazione della cittadinanza è stata più numerosa del previsto, segno che la sete di conoscenza del proprio territorio è viva e pulsante.
Kristian Göransson: lo svedese che scava nel cuore della Magna Grecia
A guidare il progetto di ricerca a Francavilla è il Dr. Kristian Göransson, Senior Lecturer e Associate Professor di Archeologia Classica e Storia Antica all’Università di Göteborg (Svezia). Una figura di spicco nel panorama archeologico internazionale, Göransson vanta un curriculum di eccellenza che lo ha portato a lavorare nei siti più prestigiosi del Mediterraneo.
Dopo la laurea e il master all’Università di Lund, dove si è specializzato in Archeologia Classica e Storia Antica con studi di Latino e Greco, Göransson ha conseguito il dottorato nel 2007 con una tesi sul commercio marittimo nella Cirenaica antica, basata sugli scavi di Euesperides (l’odierna Bengasi, in Libia). La sua carriera è stata segnata da incarichi di prestigio: Curatore del Museo del Mediterraneo e del Vicino Oriente Antico a Stoccolma (2007-2013), dove ha curato la nuova galleria cipriota inaugurata nel 2009, e Direttore dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma per sei anni (2013-2019), prima di tornare in Svezia per occupare la cattedra attuale.
I suoi interessi di ricerca spaziano dalla colonizzazione greca — con particolare attenzione alla Sicilia e alla Libia — all’economia antica e agli studi sulla ceramica greca. È membro corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut (DAI) e ha diretto numerosi progetti internazionali, tra cui il programma “Understanding Urban Identities” a Vulci, in collaborazione con la British School at Rome.
Dal 2016, Göransson guida le campagne di scavo a Francavilla di Sicilia, un progetto nato dalla collaborazione tra l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, il Parco Archeologico di Naxos-Taormina e il Comune di Francavilla. L’obiettivo è ambizioso: gettare luce sulle relazioni tra il sito e l’antica Naxos al momento della sua fondazione, e verificare l’identificazione di Francavilla con Kallipolis, la subcolonia nassia menzionata da Strabone ma mai localizzata con certezza.
Le indagini condotte finora hanno già restituito importanti evidenze: fondazioni di edifici, tetti in terracotta e abbondante ceramica greca databile al V secolo a.C., confermando la natura di insediamento greco classico del sito. Un lavoro di ricerca che, come sottolinea lo stesso Göransson, non si limita agli aspetti scientifici ma pone grande attenzione alla formazione degli studenti e alla collaborazione internazionale.
Un modello di collaborazione virtuosa
L’evento di questa mattina è stato frutto di un tessuto di partnership che merita di essere evidenziato. L’Associazione DRACMA ETS, che cura i servizi educativi del museo, ha dimostrato come la valorizzazione del patrimonio archeologico possa e debba passare attraverso l’educazione e la partecipazione attiva della comunità. La loro attenzione alle nuove generazioni, materializzata in laboratori come quello dello scavo simulato, rappresenta un modello replicabile di “archeologia partecipata”.
Il progetto di scavo stesso, avviato nel 2016 su invito della Dott.ssa Maria Costanza Lentini, ha sin dall’inizio puntato su una collaborazione multidisciplinare e internazionale, coinvolgendo esperti della British School at Rome per le prospezioni geofisiche e garantendo ospitalità e supporto logistico alle missioni straniere. Un approccio che ha permesso di combinare competenze diverse e di creare un ambiente di ricerca dinamico e aperto.
Una giornata di speranza per il futuro culturale della Sicilia
Chi scrive é il dott. Gaetano Consalvo, accompagnato dall’amico Giuseppe ha assistito a questa giornata con compiacimento ma soprattutto con un profondo ottimismo per il futuro culturale e dei beni archeologici della nostra isola. Vedere i bambini entusiasti, le famiglie partecipi, i ricercatori internazionali impegnati a condividere il loro sapere con la comunità locale, ci ha reso speranzosi. Speranzosi nel vedere che l’archeologia può essere davvero un bene vivo, condiviso, capace di generare identità e senso di appartenenza.
La Sicilia è un tesoro archeologico senza pari, ma il suo valore si realizza pienamente solo quando questo patrimonio viene fruito, compreso e amato dalle comunità che lo abitano. Giornate come questa ci ricordano che il futuro dei nostri beni culturali dipende dalla capacità di trasmettere alle nuove generazioni non solo i dati storici, ma l’emozione della scoperta, il piacere della ricerca, il rispetto per la memoria.
Ringraziamenti
La realizzazione di questa giornata e del più ampio progetto di ricerca non sarebbe possibile senza il sostegno di diverse istituzioni. Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione Comunale di Francavilla di Sicilia per la disponibilità e il sostegno costante alle attività archeologiche. Grazie alla Regione Siciliana per il coordinamento delle politiche culturali. Al Parco Archeologico di Naxos-Taormina per la collaborazione scientifica e la gestione del sito. Infine, all’Associazione DRACMA ETS per l’impegno nella divulgazione e nell’educazione al patrimonio.
L’archeologia, si sa, è una disciplina che richiede pazienza. Ma giornate come questa dimostrano che la pazienza può essere anche divertente, coinvolgente e accessibile a tutti. Metterci dentro le mani oggi lo abbiamo visto con i nostri occhi è il primo passo per costruire un futuro culturale più consapevole e più ricco per la nostra Sicilia.








